Murder Doll
05-11-2005, 21.21.21
Più che una poesia è un raccontino molto breve, e premetto che mi viene l'ispirazione solo ed esclusivamente quando sono molto giù di morale... Quindi il carattere della storia è vagamente cupo e un pochino macabro ^^" Perdonatemi, spero possa piacere a qualcuno lo stesso ^^"
Hai mai provato a fare una cosa mettendoci tutto te stesso? La bambina di vetro lo faceva, le piaceva scrivere. Le sue erano storie tristi, perché in esse riversava tutta la sua malinconia.
Scriveva fino a farsi sanguinare le dita, non si fermava,continuava a imprimere le sue sensazioni su carta,incurante del dolore e delle macchie scure sul foglio. Giorno dopo giorno le pagine si riempivano,il sangue colava e la bimba di vetro era sempre più debole. Ormai la sua vita era in quel diario, a lei non era rimasto nulla, il suo sangue era nel diario, la sua anima, il suo cuore… Era tutto lì, scritto in centinaia e migliaia di parole.
Ogni minuto passato a scrivere la avvicinava alla morte, alla pace infinita.
La trovarono inerte con la testa appoggiata sulle pagine, la penna caduta a terra e la mano bianca sporca di un rosso cupo. Su quell’ultima pagina aveva cessato di vivere.
L'ultima frase che scrisse fu questa.
"Sento che il mio cuore non ce la fa più, tra poco troverò rifugio nella morte. La mia vita è rinchiusa qui e rimarrà eterna nei versi che ho scritto.
Non crediate che io sia morta: è solo il mio corpo che è andato perso, non la mia anima... Lei è qui.
Per favore non fatele del male, altrimenti mi ucciderete per sempre."
Hai mai provato a fare una cosa mettendoci tutto te stesso? La bambina di vetro lo faceva, le piaceva scrivere. Le sue erano storie tristi, perché in esse riversava tutta la sua malinconia.
Scriveva fino a farsi sanguinare le dita, non si fermava,continuava a imprimere le sue sensazioni su carta,incurante del dolore e delle macchie scure sul foglio. Giorno dopo giorno le pagine si riempivano,il sangue colava e la bimba di vetro era sempre più debole. Ormai la sua vita era in quel diario, a lei non era rimasto nulla, il suo sangue era nel diario, la sua anima, il suo cuore… Era tutto lì, scritto in centinaia e migliaia di parole.
Ogni minuto passato a scrivere la avvicinava alla morte, alla pace infinita.
La trovarono inerte con la testa appoggiata sulle pagine, la penna caduta a terra e la mano bianca sporca di un rosso cupo. Su quell’ultima pagina aveva cessato di vivere.
L'ultima frase che scrisse fu questa.
"Sento che il mio cuore non ce la fa più, tra poco troverò rifugio nella morte. La mia vita è rinchiusa qui e rimarrà eterna nei versi che ho scritto.
Non crediate che io sia morta: è solo il mio corpo che è andato perso, non la mia anima... Lei è qui.
Per favore non fatele del male, altrimenti mi ucciderete per sempre."